Mercoledì 07 Luglio 2010 18:10
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Gallarate in Europa Città della cultura e dell'arte

Il «modello culturale  europeo» si colloca tra il rispetto dell’espressione culturale di ogni popolo, gli scambi e le cooperazioni che arricchiscono ogni cultura. Mettere in evidenza gli aspetti comuni dei patrimoni europei, rafforzare il sentimento di appartenenza a una stessa comunità rispettando le differenze culturali, nazionali o regionali, contribuire allo sviluppo e alla diffusione delle culture, questa è la scommessa della politica messa in atto dall’Unione.

Siamo di fronte ad un’idea di un’Europa delle molteplicità, che parla a nome di un’eredità comune, che è sostenuta, direttamente con le loro azioni concrete, oltre che dalle politiche regionali e sociali, anche dalle politiche a favore dell’istruzione e della formazione, dai programmi di ricerca scientifica, dalle iniziative a favore delle lingue. Un’Europa  delle molteplicità, ma anche un’Europa che diffonde i valori della diversità e del dialogo culturale oltre i suoi confini.

L’ambito in cui l’Europa può esprimere la sua coesione è quello culturale. Il mio impegno sarà rivolto a creare un canale di comunicazione tra l’Europa e il mio territorio, uno scambio non solo di informazioni e di suggerimenti, ma di buone pratiche dal momento che la cultura, io credo, non è solo patrimonio identitario collettivo ma anche asset econo­mico di rilevante portata prospettica.

Il nostro core business, come spiegano i sociologi,  non è dunque solo l’innovazione. Sarebbe velleitario pensare di competere nello scenario della globalizzazione con Cina e India su questo piano come fanno Usa e Germania, ed è stupido parimenti non capire che Usa e Germania non hanno le nostre possibilità.

Più intelligente invece sarebbe convincersi che il vero rilancio dell’Italia passa attraverso la conservazione del nostro paesaggio e dei nostri beni culturali, che sono la specificità riconosciutaci da tutto il mondo.

Le ultime stime dell'Unesco, infatti, confermano che dentro il perimetro del Bel Paese si situa più del 50% del patrimonio artistico dell'inte­ro pianeta. Per far sì che tale patrimonio (roc­che, dimore, castelli, monumenti, città, par­chi e così via) possa essere tutelato, fruito e valorizzato, occorrono investimenti, energie e risorse umane qualificate. Fattori produttivi costosi (e infatti il refrain che insistentemen­te circola è che "la cultura costa molto"), la cui assenza però porta a una privazione di introi­ti economici e di reputazione del paese anco­ra più penalizzante (e infatti il contro-ritor­nello recita che "la non cultura costa molto di più della cultura").

Questa riflessione si colle­ga al movimento di pensiero secondo cui l'ar­te e la cultura, se adeguatamente curate, pos­sono diventare fattori cruciali per una diffusa competitività territoriale, attraendo in loco la classe creativa.

Queste convinzioni sono parte integrante della politica del PDL di Gallarate. La vera cultura è quella che sa guardare, capire riflettere e superare gli anacronistici steccati ideologici; il vero compito che ci aspetta non solo è quello di custodire quanto ci è stato tramandato dal passato, quanto quello di lasciare al futuro i segni del nostro passaggio di testimonianze, di bellezza della nostra umanità.

La Bellezza è uno dei valori che deve imperniare la nostra cultura , non fosse altro perché essa «dà senso alla vita», la bellezza è una forma simbolica che invece di procedere verso l’insignificanza e l’annullamento, produce continuità nel sistema, mutamenti di forma, nuovi significati. In un tempo di vari nichilismi, bisogna dunque esaltarne l’ideale regolativo, la capacità di trasformazione nella persistenza, la sua funzione sociale, il carattere educativo.

E’ dunque importante che la nostra politica culturale sostenga, incoraggi, aiuti gli artisti del luogo. Auspico che i luoghi della cultura , i due teatri, il museo, non solo conservino e custodiscano il sapere, ma diventino momenti di formazione e di educazione per le generazioni future, laboratori di creatività , opportunità per nuovi talenti.

Questa è la dimensione, la vocazione europeista di Gallarate , che con orgoglio guarderò e sosterrò dall’Europa, per dimostrare che c’è in Europa una Italia diversa, senza più ideologie o rancori, un’Italia che appartiene ai giovani, senza preclusioni; dobbiamo immaginarla e raccontarla, l’Italia che abbiamo in mente.

Lara Comi
PARLAMENTARE EUROPEO PDL per la PROVINCIA di VARESE

 

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