| Martedì 18 Maggio 2010 07:01 |
![]() Campo sinti: il tempo è scadutoGALLARATE - Trovare una soluzione definitiva al campo nomadi, ora dislocato in via Lazzaretto. Questa e' una delle richieste della Lega che accusa l'amministrazione Mucci di essere stata troppo indulgente nei confronti dei Sinti. "Sono stati spesi 150 mila euro per trasferire temporaneamente i nomadi da viale De Magri, per l'apertura del Maga, in via Lazzaretto - dichiara il capogruppo del Carroccio, Matteo Ciampoli -. Ora a fine giugno dovranno essere trasferiti di nuovo e verranno investiti altri soldi dei gallaratesi, è stato, oltre che uno spreco in denaro, anche una perdita di tempo. La soluzione potrebbe essere quella che chi ne ha diritto possa usufruire delle case popolari, gli altri si troveranno un posto altrove, non in città". PDL: "IL LORO TEMPO STA PER SCADERE" Il Pdl si difende dalle accuse fatte dalla Lega all'attuale amministrazione: "Non e' stata una perdita di denaro. L'area, una volta liberata dal campo nomadi, verra' utilizzata per altro. Una delle ipotesi e' quella di utilizzarla come deposito di auto sequestrate". Concorda con la Lega Alessandro Petrone, capogruppo del Pdl, nel dichiarare che chi ne ha le caratteristiche potra' avanzare la richiesta di ottenere una casa popolare, "chi invece non rientrera' nei canoni previsti, si rivolgera' al libero mercato". Petrone sostiene che l'amministrazione abbia dato tutto il tempo necessario ai sinti per organizzarsi, anche nel rispetto delle leggi previste in materia. NON RISPETTANO LE REGOLE "Loro non hanno, invece, rispettato il contratto sottoscritto con l'amministrazione gallaratese: non vengono, ad esempio, pagate le tasse di acqua e gas. Tutti paghiamo le tasse e le utenze di cui usufruiamo, devono farlo anche loro". Il Pdl ne fa', oltre che una questione di correttezza nei confronti dei cittadini della citta' dei Due Galli, anche una questione politica: "Non vogliamo consentire loro di autoghetizzarsi. In citta' non ci devono essere ghetti di alcun tipo, a prescindere dalla cultura, etnia, colore della pelle. Devono integrarsi nella societa' nella quale vivono, perche' la comunita' che li ha accolti ha tutte le intenzioni di dar loro la possibilita' di sentirsi cittadini a tutti gli effetti. Vanno, pero', osservate le regole". L'appello di cui Petrone si fa' portavoce e' la richiesta alla comunita' dei sinti "di provare a muovere un passo rispetto alle proprie prese di posizione, spesso rigide, che non hanno al momento alcun senso. Il loro tempo sta per scadere". Valeria Deste |








